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LA GESTIONE FINANZIARIA DELL’IMPRESA E LE STRATEGIE PER SUPERARE LA RECESSIONE DA COVID-19
  • Postato il 26 febbraio, 2021
  • di Dott. Roberto Di Cristina, Advisor MPHIM+ e componente del Comitato Tecnico Scientifico
LA GESTIONE FINANZIARIA DELL’IMPRESA E LE STRATEGIE PER SUPERARE LA RECESSIONE DA  COVID-19

Essere consapevoli dell’impatto che la pandemia ha avuto sulla propria impresa è diventato fondamentale, soprattutto  in un momento in cui le decisioni dell’imprenditore avranno un peso ancora più rilevante sulla continuità aziendale. Analizziamo insieme i percorsi da avviare all’interno della propria azienda al fine di assicurarne la resilienza in periodo di recessione.

 

Per comprendere gli effetti recessivi di COVID-19 sulla propria azienda è necessario effettuare le seguenti valutazioni:

1) stima dell’impatto della pandemia sulla struttura finanziaria dell’impresa. Il primo step è rappresentato dall’analisi della situazione finanziaria ed in particolare sulla tesoreria (disponibilità liquide) dell’impresa. Attraverso gli adeguati assetti organizzativi (controllo di gestione), peraltro obbligatori ai sensi dell’art. 2086 del codice civile, bisogna infatti prognosticare la reale consistenza finanziaria su cui la propria impresa può contare nel breve termine, cercando di orientarsi in mezzo ad un marasma di impegni prorogati (rate di mutui e imposte) e di incassi in cerca di regolarizzazione;

2) stima  dell’impatto della recessione sulle vendite. Risulta scontato e prevedibile un calo generalizzato della domanda di beni e servizi a causa delle perdite di reddito e di ricchezza nelle famiglie causati dallo shock di domanda e offerta procurato dal fenomeno pandemico. Nel caso di azienda B2B, per valutare gli effetti del COVID-19 sull’area marketing e vendite,  è necessario inoltre stimare l’impatto del COVID-19 sui canali di vendita che rappresentano il “place” del proprio mercato. Il canale in cui è stata registrata una forte contrazione dei fatturati è quello degli Hotel, Restaurant e Catering (Ho.Re.Ca). Il canale alimentare tradizionale (minimarket) e la GDO hanno retto meglio, in attesa di una ripresa del comparto edile e settori connessi, trainati dal superbonus 110%.  Forecast ancora negativi per il settore abbigliamento mentre si registrano conferme importanti per quanto concerne le vendite mediate e-commerce, fortemente gettonato dai consumatori durante il periodo di lockdown (+35/40%).

3) Analisi dei risultati e pianificazione degli interventi. In seguito alle predette analisi, sarà possibile individuare le aree in cui si annideranno gli effetti più perniciosi della recessione (magazzino, vendite, risorse umane, approvvigionamenti) e individuare le strategie più corrette per superare gli squilibri economico-finanziari causati dalla pandemia. Molte imprese dovranno infatti implementare un vero e proprio piano per fronteggiare i risvolti nocivi del COVID-19 in quanto, sulla base della mia esperienza sul campo, difficilmente si potrà ripristinare una situazione di equilibrio con singoli interventi mirati (come ad esempio l’accensione di un mutuo di liquidità) in un periodo di forte contrazione delle vendite. Occorre invece, una volta individuate le aree aziendali da sottoporre alle cure necessarie, sviluppare una pianificazione che coinvolga tutti i diretti interessati poiché, in molti casi, sarà necessario:

- aiutare i clienti con dilazioni di pagamento più generose, per evitare gli effetti negativi dei mancati pagamenti che possono costituire un ciclo di informazioni negative per entrambi;

- rinegoziare i termini di pagamento con i fornitori;

- discutere con il personale dipendente per valutare eventuali ipotesi di contratti di continuità;

- relazionarsi, se necessario, con il sistema bancario per l’accensione di un mutuo di liquidità, previa quantificazione del fabbisogno finanziario e relativa analisi di sostenibilità, poiché la contrazione di un prestito garantito dallo stato può esporre l’impresa a maggiori rischi e responsabilità (si pensi ai reati di bancarotta preferenziale e di ricorso abusivo del credito).

Peraltro, il piano non può prescindere dalla definizione di idonee strategie commerciali  e, in alcuni casi, dalla ridefinizione del modello di business (modifiche di prodotto, nuovi canali di vendita, nuove strategie promozionali, ecc…).

Il COVID-19 ha dimostrato che le aziende in grado di mettere in campo risposte immediate, innovative e spesso anche radicali, sono state le prime a trovare quelle soluzioni atte a mitigare gli effetti della pandemia. Si citano ad esempio:

- il produttore di birra artigianale che opera sul canale Hotel, Restaurant e Catering (Ho.Re.Ca), che ha realizzato una nuova etichetta per il canale GDO (grande distribuzione organizzata dei prodotti alimentari);

- il ristorante con consegna a domicilio (food delivery);

- il negozio di elettrodomestici che ha continuato ad operare anche durante il lockdown e dopo le 18,00, promuovendosi attraverso i siti e-commerce;

- l’azienda di confezionamento di abiti da cerimonia che si è riconvertita alla produzione di mascherine chirurgiche;

- l’impresa edile che ha organizzato una struttura di servizio per assistere i clienti nella richiesta delle nuove agevolazioni per l’edilizia.

Competenze distintive, capacità strategica, assetti organizzativi (controllo di gestione) e digitalizzazione dell’impresa (siti e-commerce, sistemi di business intelligence, ecc..), rappresentano il cocktail di farmaci per la cura degli effetti recessivi del COVID-19 nelle PMI italiane.